Il buio oltre la siepe Harper Lee – Recensione di Sabina Bernardis

Harpeer Lee

Il primo libro di Harper Lee “Il buio oltre la siepe”, come risaputo, si è rivelato un grande successo, ma questo, come ha detto B. Obama: “Si ripercuoterà nel tempo, nelle diverse generazioni”.

E’ un libro da vivere e che va vissuto con passione, anche perché ha tutte le proprietà adatte a far trascendere questo trasporto nella lettura. Proprio nella sua semplicità di linguaggio è capace di abbracciare temi di vario genere, semplici e difficili, storici ma sempre attuali, che tendono a carpire la mente ed il cuore dell’uomo, rendendoci osservatori da un lato, e coscienziosi artigiani di un mondo migliore dall’altro. E’ un libro che fa riflettere, fa “ragionare col cuore”, se così si può dire. E lo si capisce già dalla semplice analisi del titolo pervaso di significato.

A tal ragione si osservi che nel titolo italiano si allude a qualcosa che ci è vicino, che sta “appena” oltre la “siepe” che delimita il nostro piccolo ma ben noto mondo, qualcosa che non conosciamo e di cui abbiamo paura.

Nel vero significato originale, il titolo “To Kill a Mockingbird” esprime un ragionamento logico, basato sull’osservazione concreta della realtà, collegata poi ad un pensiero psico-emozionale, si potrebbe proprio usare il termine “di coscienza”. In che senso, per essere più precisi? Vediamo…

“I merli non fanno niente di speciale, ma fa piacere sentirli cinguettare. Non mangiano le sementi nei giardini, non fanno il nido nelle madie, non fanno proprio niente, cinguettano soltanto. Per questo è peccato uccidere un merlo.”

Questo costrutto si evidenzia in forma di metafora esprimendo il concetto per cui “fare del male con qualsiasi mezzo ad un essere innocente e indifeso si identifica in un peccato imperdonabile, esattamente proprio come l’uccisione di un merlo”.

La vicenda narrata da Harper Lee si svolge in una cittadina nel profondo Sud degli Stati Uniti, in una immaginaria Maycomb, nell’ Alabama, durante una calda estate degli anni Trenta (1935), nel periodo successivo alla Grande Depressione. L’autrice Harper Lee coglie e manifesta quello che era il modo di agire e pensare in quel momento storico, riuscendo perfettamente ad esprimere e a comunicare la stessa forma mentis degli abitanti di una piccola città dell’epoca, che purtroppo risulta essere ancora oggi attuale. Tale precisione deriva, facilmente, dall’esperienza diretta dell’autrice nella sua giovinezza.

Attraverso gli occhi di Scout, la giovane protagonista del romanzo, l’autrice narra le vicende che accadono nella piccola città di Maycomb.

Jane Luise Finch, detta Scout, è una bimba di 6 anni, personalità fresca e vivace, in apparenza impertinente, molto osservatrice e ben più matura della sua età, con determinate idee e d’amorevole animo. Orfana di madre, vive con un papà avvocato, affettuoso e molto diverso dagli standard dell’epoca, un fratello maggiore di 12 anni, Jem, ed una bambinaia, Calpurnia. In questo simpatico quadretto familiare, partecipa in modo per lo più attivo anche l’amico Dill, ospite nelle lunghe e avventurose vacanze estive. Di rilevanza il fatto che molti tratti dell’irrequieto e a volte insolente Dill coincidano, nel reale, con la figura di Truman Capote, a cui va la più grande e pura forma di gratitudine per aver spronato l’amica scrittrice a stendere su carta il ricordo dei loro giorni di gioventù.

La vita di questo nucleo familiare si interseca con quelle degli abitanti di Maycomb, dove si trovano personaggi per lo più strani, con caratteristiche descrittive precise e particolari, i cui avvenimenti e il susseguirsi delle azioni, a causa della loro chiusa mentalità, porteranno alla condanna ed alla carcerazione di un innocente ragazzo di colore, Tom, accusato di aver violentato una ragazza bianca. La difesa del giovane verrà affidata ad Atticus, il padre di Scout e la mentalità finto-perbenista dei concittadini creerà complicanze alla vita della famiglia Finche e del vicinato. Episodi come voci di paese, assalti di bande maschili di gente lavoratrice e “per bene”, fanno riflettere sulla paura del diverso e sulle diseguaglianze razziali, sulla permanenza di una mentalità ottusamente razzista e xenofoba che ancora oggi, purtroppo, permane. Inducendo la guerra tra popoli e persone, impedendo una forma di integrazione e soprattutto di accettazione del diverso in cui non si osservino solo i tratti culturali, sociali e personali “diversi” o negativi, ma che si mettano in luce anche quelle caratteristiche, per diversità o accomunanza, positive, volte non solo ad una integrazione equa o solidale, ma completa da far sì che possa avvenire una crescita sociale e personale comune. Tristemente la lettura ci conduce a riflettere su quanto attuale sia ancora oggi quella realtà discriminante e discriminatoria, satura di pregiudizi, ignoranza, brutalità, falsità e omertà.

La bimba racconta tutto il vissuto, dai giochi alle sue osservazioni delle vicende che accadono nella cittadina, i consigli e le osservazioni paterne, le differenze tra le varie persone, narrando e descrivendo quanto visto, osservato, sentito, intuito e vissuto. Un raccontare fluido, che non stanca il lettore ma lo invoglia persino ad affrontare gli argomenti più atroci, che gli fa scaturire una viva dose di curiosità nell’atto di “divorare” il libro con gli occhi, che viene man mano a scoprire non solo il susseguirsi del caso Robinson, ma anche le molteplici visioni della realtà, conseguenti oggetti di ponderazione.

Oltre …… della famiglia Finch, appena due case più in là, c’è la misteriosa casa de

“Il buio oltre la siepe”, efficace ma allo stesso tempo leggibile da chiunque con chiarezza e semplicità, trasmette quei valori fondamentali e universalmente validi che appartengono ad ogni tempo. Vincitore del Premio Pulitzer nel 1969, è un testo da consigliare agli studenti e che dovrebbe venir letto nelle scuole, per rendere empatici gli studenti verso le vicende storiche, per la sua facile memorizzazione nella mente del lettore, guidandolo verso un’ osservazione dei fatti con/attraverso gli occhi di un bambino curioso, privi di pregiudizi e di paure, con la mera volontà di costruire un mondo migliore.

Per la gioia dei lettori c’è da dire che nel 2015 Harper Lee ha pubblicato il sequel del libro con il titolo: “Va’ metti una sentinella”. Purtroppo l’autrice non ha avuto molto tempo per gioire del suo nuovo successo editoriale in quanto si è spenta il 19 febbraio 2016. Nella sua carriera di scrittrice ha scritto solo due libri, quelli di cui abbiamo parlato, ma è entrata a pieno diritto nella storia della letteratura, quando si dice: qualità e non quantità!

Sabina Bernardis

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