I fuochi fatui – Roberto Negro – Recensione

I fuochi fatui – Roberto Negro – Recensione

NegroRomanzo crudo, diretto e scabroso. Non usa mezzi termini Roberto Negro che se voleva far sentire al lettore un pugno nello stomaco, ci è pienamente riuscito.

Il tema che tratta senza guardare in faccia nessuno è quello della pedofilia.

Un ricco pedofilo che almeno inizialmente grazie al denaro e al suo avvocato, evita la prigione.

È brutto il mondo descritto da Roberto Negro. Un mondo del quale tratteggia quasi esclusivamente il marcio. Uno dei pochi sentimenti sani è l’amore di una madre che è pronta a tutto pur di avere indietro il suo bambino, forse rapito dal suo ex marito alcolizzato e violento.

Una realtà siciliana d’altri tempi, con il padre padrone trasportato a Camporosso nel Ponente Ligure.

Romanzo incalzante come la suddivisione in capitoli. Secchi, brevi, uno dopo l’altro. Un romanzo che fa riflettere su troppe cose, considerando che è composto da circa 200 pagine e che alla fine spiazza nel vero senso della parola.

Un libro audace se si pensa che è uscito per la prima volta nel 2008 nella collana “I Tascabili”
della Fratelli Frilli Editori.

Dieci anni fa per parlare di pedofilia, di rapimenti di bambini da parte dei genitori separati, di prostituzione  e maltrattamenti in famiglia, tutto in un solo libro, era necessario avere
coraggio.

Nel frattempo, il mondo si è imbruttito e alla fine si è assuefatto alle cose peggiori smettendo di
pensarci.

Con il romanzo di Roberto Negro, “I Fuochi Fatui”, questi argomenti tornano a tagliare come è giusto che sia, come  quando ci si scuote dall’apatia con una secchiata d’acqua nel caldo torrido dell’estate.

Sandra Pauletto

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