Havok – Conformicide – recensione musica

Havok – Conformicide

 

Anno: 2017

Provenienza: USA

Genere: thrash metal

Membri: David Sanchez – voce e chitarra; Pete Webber – batteria; Reece Scruggs – chitarra e voce; Nick Schendzielos – basso e voce

Casa discografica: Century Media Records

 

  1. F. P. C.
  2. Hang ‘Em High
  3. Dogmaniacal
  4. Intention To Deceive
  5. Ingsoc
  6. Masterplan
  7. Peace Is In Pieces
  8. Claiming Certainty
  9. Wake Up
  10. Circling The Drain
  11. String Break
  12. Slaughtered (Pantera cover)

 

Quattro album realizzati più la consueta produzione di demo, singoli ed EP. Una storia quella degli Havok di Denver, Colorado, che dura dal 2004 e che ha saputo ritagliarsi un bello spazio nell’immaginario del pubblico thrash metal. Personalmente non ho mai trovato esaltanti le opere di questo quartetto americano che considero ancora oggi sopravvalutato. E’ stata perciò una bella sorpresa trovare Conformicide un lavoro decisamente superiore a quelli precedenti. Magari non strabiliante, ma di certo di ottima fattura in alcune fasi.

A confermare questa tesi è la prima traccia, F. P. C. , dove emerge tutta la ruvidezza di un suono di chitarra extra secco e un basso rutilante quanto intrigante. Accellerato, improvviso e saltellante, il brano è un eccellente esercizio thrash eseguito con perizia chirurgica, grande tecnica e fantasia. Il tutto introdotto da un bell’arpeggio che ricorda molto la maniera dei gruppi più tecnici del genere e concluso da grandi assoli. POLITICAL CORRECTNESS! Cosa dire? Se il disco dovesse proseguire in questo modo sarebbe una pietra miliare. Non è proprio così. In alcuni punti infatti gli Havok sembrano perdere un po’ di vista l’efficacia per incaponirsi troppo in impianti sonori fini a se stessi. Hang ‘Em High, Dogmaniacal e Intention To Deceive soffrono un po’ di questa mancanza, risultando poco originali e neanche molto coinvolgenti.

Ingsoc invece è ottima con le sue plettrate infide e serpeggianti che corrono per la sua fluviale e tortuosa architettura di 7 minuti e 41 secondi. Complessivamente i pezzi più lunghi e costruiti sono quelli dove gli Havok rendono meglio, segno che sono musicisti estremamente abili. Le 5 tracce successive sono tutte molto buone a partire dalla frenetica Masterplan, scritta alla grande, passando per Peace Is In Pieces, la breve e diretta Claiming Certainty, veramente incazzata, l’ispirata Wake Up, dove di distingue un bell’intro arpeggiato molto cupo, arrivando a Circling The Drain, un’altra mastodontica esibizione, dove la varietà musicale si incastra perfettamente con il testo. Di spessore il lavoro di basso. Gli Havok si accingono al finale dopo la brevissima e trascurabile String Break, con Slaughtered dei Pantera, tanto lontana stilisticamente quanto ben eseguita e tuttavia coerente col resto. Conformicide è un buon disco, fatto di brani lunghi e complessi, che contribuiscono alla massiccia ora totale di musica, alternati però ad episodi meno riusciti e un po’ noiosi. A mio parere, sicuramente il loro miglior lavoro fino a questo momento. Lavorando un po’ di più sull’incisività, mantenendo la dote compositiva, sarebbe un altro passo avanti.

Voto: 7

Zanini Marco

 

 

 

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