Gli anni 70. Tra cronaca nera, diritti civili e il mondiale di calcio (1970)

Gli anni 70

1970

L’album dei ricordi ha una copertina a fiori colorati, ma all’interno molte foto sono in bianco e nero.

L’Italia degli anni 70 è un paese industrializzato e per certi versi ancora largamente agricolo, e in questo contesto la società dimostra di avere fame di diritti e riforme sociali. Scontri che chiamarono in causa operai, studenti e gente comune. Mentre il Vaticano esercitava forti pressioni sull’opinione pubblica, nell’ombra le trame nere dei servizi deviati tessevano una ragnatela di tensione ed orrore.

Una foto in bianco e nero fissa l’immagine di alcuni manifestanti con dei cartelli inneggianti al divorzio. In uno si legge chiaramente:”si al divorzio, no alla dittatura clericale.” In questa frase si coglie il disappunto verso l’ingerenza continua che la chiesa esercitava sulla vita sociale avvalendosi della politica democristiana. Gli anni 70 si ricordano anche per i numerosi interventi legislativi, che modificarono sensibilmente l’assetto dello Stato. Una maggiore consapevolezza degli italiani e una maggiore effervescenza culturale contribuirono ai sospirati cambiamenti sociali. Il 20 maggio venne approvato lo Statuto dei lavoratori. Il primo dicembre del 1970, grazie al radicale Loris Fortuna e ai voti dei partiti laici (Pc, Psi e Pli) venne approvata dal Parlamento l’articolo 898 sul divorzio. L’Italia si smarca dalla stretta veterocattolica malgrado la fortissima pressione della Chiesa esercitata sulla Dc, Msi e partito Monarchico.referendum sul divorzio

La foto di Junio Valerio Borghese, detto il principe nero, ex comandante della X Mas, ci ricorda del tentativo di un colpo di Stato. Il piano, ordito da gruppi neofascisti, Cosa Nostra e industriali con l’appoggio di 187 uomini delle Guardia Forestale di Città Ducale, chiamato: “Tora Tora” prevedeva l’occupazione del Ministero dell’Interno, della Difesa e delle sedi Rai di varie città. Oltre al rapimento del Presidente della repubblica Giuseppe Saragat. L’ordine venne annullato quando gli uomini di Borghese si trovavano già nei locali della Rai e il tentativo di golpe fallì. Nessuno sa con precisione perché Borghese decise di annullare il golpe. Il principe nero scapperà in Spagna, accolto dal regime di Franco, dove morirà nel 1974 misteriosamente, mentre i 76 golpisti affronteranno un iter processuale per cospirazione politica e insurrezione armata, ma la Cassazione nel 1986 assolverà tutti perché il fatto non sussiste.”golpe-borghese

Intanto in Cile, Salvador Allende veniva eletto Presidente. E’ il primo presidente marxista eletto democraticamente nelle Americhe. Il suo mandato sarà tragicamente interrotto dal colpo di Stato ordito dagli Stati Uniti con la sua morte nel 1973.

L’Irlanda del Nord venne scossa dalla guerra di religione tra i cattolici e i protestanti.

Un fatto di cronaca nera turbò, anche con un pizzico di morbosità, gli italiani in quel caldo agosto del 1970.

L’odore di cordite aleggiava nella stanza. L’aria calda, della sera agostana, entrava dalla finestra del salotto dell’attico, al terzo piano, davanti a Villa Borghese. Il marchese Camillo Casati Stampa guardava attonito sua moglie Anna, seduta sulla poltrona papalina, morta fulminata da tre colpi sparati a bruciapelo al braccio, alla gola e al petto. Massimo, l’amante di Anna, bello, biondo dalla lunga chioma era a terra prono, in una pozza di sangue che si allargava velocemente, colpito alla schiena e alla nuca. Il sangue era schizzato sui tendaggi di broccato, sulle poltrone, sui muri e sul mobile Luigi XV. Lentamente il marchese ricaricò il fucile Browning calibro 12, con gesti sicuri e meccanici e come in un film rivide velocemente i momenti importanti della sua vita. Il giorno del matrimonio con Letizia, la prima moglie, il giorno della nascita della figlia AnnaMaria, l’incontro con Anna, bella, dalla pelle olivastra e dai denti bianchissimi. La separazione e l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota, costato un miliardo, distribuito a Cardinali, Vescovi e prelati. Il nuovo matrimonio e i giochi erotici con Anna, il desiderio crescente di vederla fra le braccia di giovani sconosciuti. La scoperta della gelosia sempre più insopportabile, fino a quella sera del 30 agosto 1970. Camillo aveva maturato la decisione estrema, si puntò la canna del fucile sotto al mento ed esplode l’ultimo colpo della sua vita. La testa venne devastata, materia cerebrale schizzò sul muro dietro e un orecchio volò e rimase attaccato ad un quadro.

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Tra le carte e documenti del marchese fu trovato il testamento autografo redatto nel 1961, dove veniva riconosciuta erede universale la moglie Anna Fallarino. Dall’esame autoptico risultò che il decesso di Anna avvenne pochi attimi prima del marito suicida, fu quindi la figlia minorenne AnnaMaria a diventare erede. Il patrimonio stimato in circa 400 miliardi di lire (siamo nel 1970) comprendeva ingenti proprietà sia terriere che immobiliari, molte delle quali si trovavano in Lombardia. Il Tribunale dei minori affidò come tutore della marchesina un vecchio amico del padre, il senatore liberale Giorgio Bergamasco. Come avvocato curatore degli interessi legali della gestione patrimoniale venne chiamato il futuro pregiudicato Cesare Previti. Quando raggiunse la maggiore età, AnnaMaria decise di vivere in Brasile con il marito, e quindi delegò ancora la coppia Bergamasco-Previti per tutelare e gestire patrimonio e le incombenze fiscali. Le tasse ordinarie e quelle di successione eranonerose e la marchesina decise di vendere alcune proprietà per fronteggiare le spese. Durante un viaggio in Italia, AnnaMaria, sconsideratamente, sottoscrisse un “contratto preliminare di compravendita” con la Edilnord centri residenziali, riguardante l’enorme proprietà terriera di Cusago. Un accordo vantaggiosissimo per la società berlusconiana (in realtà il futuro premier non figurava come socio, anche se il realtà dietro c’era sempre lui), perché in pratica vincolava fino a tempo indeterminato la proprietà Casati Stampa senza esborso alcuno. Nel 1973 Previti cercò di rendere nullo questo precontratto capestro con la Edilnord, che invece si rifiutò di ridiscutere gli accordi presi con la marchesina. Berlusconi, si mise d’accordo con Previti, a scapito di Anna Maria ignara del tutto. Da questo momento in poi, l’avvocato, integerrimo e incorruttibile, divenne il losco affarista con Berlusconi alla faccia del conflitto d’interessi.

 

Il Cagliari vinse l’unico scudetto della sua storia. Nel mitico stadio dell’Amsicora , guidata da Manlio Scopigno detto il filosofo, la squadra fece un’impresa incredibile ed irripetibile. Una vittoria che assunse anche altri significati oltre a quello prettamente sportivo. Scopigno costruì una squadra con Albertosi, Cera, Domenghini, Nenè, Greatti, Gori e il grandissimo Riva.Cagliari 1969-70

La Coppa dei Campioni venne vinta, per la prima volta da una squadra dei Paesi Bassi. Il Feyenoord di Rotterdam superò dopo i supplementari il Celtic di Glasgow.

Il Manchester City sconfisse la squadra polacca del Gornik Zabrze nella Coppa delle Coppe.

Nella Coppa delle Fiere un’altra squadra inglese, l’Arsenal vinse contro l’Anderlecht

Nel giugno del 1970 si giocò il Campionato del mondo di calcio in Messico. L’Italia, campione d’Europa in carica, vinse senza entusiasmare il suo girone regolando la Svezia, con un gol di Domenghini, e pareggiando a reti bianche contro Uruguay e Israele. Nella fase successiva, ad eliminazione diretta, Riva segnò due gol e il risultato finale fu di 4-1 contro i padroni di casa del Messico. La Germania Ovest regolò il proprio girone, anche grazie ai gol di Gerd Muller, e ai quarti di finale trovò l’Inghilterra. I tedeschi s’imposero dopo i tempi supplementari per 3-2, e si presero la rivincita contro gli inglesi che quattro anni prima avevano vinto la finale del mondiale proprio contro i tedeschi.La nazionale italiana della semifinale contro la Germania Ovest del 1970

Il 17 giugno davanti a 102 mila spettatori Italia e Germania s’incrociarono in semifinale. Gli azzurri andarono subito in gol con Boninsegna, e impostarono la partita secondo la classica attitudine, difendendosi e ripartendo in contropiede. Nel secondo tempo ci fu la solita stucchevole staffetta Mazzola-Rivera. La Germania sebbene pressasse continuamente non impensierì molto la nostra difesa, ma il finale divenne tambureggiante e in pieno recupero Schnellinger (che giocava nel Milan) raccolse un cross di Grabowski dal limite sinistro e in spaccata mise la palla in rete battendo Albertosi. Si dovette fare ricorso ai supplementari. Qui praticamente iniziò un’altra partita, quella che mise a dura prova le coronarie di parecchi tifosi, italiani e tedeschi. Valcareggi tolse Rosato, in non perfette condizioni fisiche, e lo sostituì con Poletti. Beckenbauer strinse i denti e giocò con una vistosa fasciatura per contenere una lussazione alla spalla. La Germania andò subito in gol al 5′ ad opera del solito Muller che approfittò di un malinteso fra Albertosi e Poletti. L’Italia, visibilmente sotto shock, non sembrò di non avere la forza per reagire, ma una punizione dalla tre quarti di Rivera, apparentemente innocua, si trasformò, per un errore della difesa tedesca, in un assist per Burgnich che fece gol. Mancava un minuto alla fine del primo tempo supplementare e Domenghini ricevette la palla da Rivera e involandosi sulla fascia sinistra, servì Riva che addomesticò la sfera con il suo magico sinistro, si allargò e fece partire una rasoiata a filo d’erba, non potente ma chirurgicamente precisa, che superò Maier alla sinistra depositandosi in fondo alla rete. Nel secondo tempo supplementare, il caldo torrido e la stanchezza incominciarono a farsi sentire nelle gambe dei giocatori. I tedeschi riuscirono a trovare il pareggio, ancora al fatale 5′ minuto, con il solito Muller che di testa trovò uno spiraglio tra il palo e Rivera che si trovava sulla linea di porta. Muller, piccolo e tozzo, dimostrò di essere un attaccante letale come pochi, e vinse la classifica dei marcatori con dieci gol.

Si ripartì dal 3 a 3, ma neanche il tempo di rimettere la palla da centrocampo che Facchetti fece un lancio a Boninsegna sulla sinistra, Bobo resistette alla carica di Schulz ed appena entrato in area mise la palla al centro dove Rivera si fece trovare pronto e con un piatto destro prese in controtempo Sepp Maier e depositò la palla in rete per il definitivo 4 a 3.gol di Rivera nella semifinale contro la Germania Ovest

Negli ultimi minuti con i tedeschi ormai visibilmente stremati gli azzurri controllarono tranquillamente la partita, e al 120′ l’arbitro fischiò la fine. Partita memorabile e indimenticabile per chi ha avuto la fortuna di vederla e di non farsi venire l’infarto.

All’interno dello stadio Atzeca, che fu testimone di quella partita memorabile, venne posta una targa commemorativa dove si ricorda “el partido del siglo” La partita del secolo.targa commemorativa della partita del secolo

Quattro giorni dopo si giocò la finale contro il fortissimo Brasile di Pelè. Dopo un primo tempo equilibrato finito 1 a 1 con i gol di O Rei e Boninsegna, nel secondo tempo il Brasile dimostrò di essere più forte ed il 4 a 1 finale lo sta a testimoniare.

Nel ciclismo sono gli anni in cui Eddy Merckx la fa da padrone. Vinse sia il Giro d’Italia, con Gimondi ottimo secondo, e anche il Tour de France.

La classica Milano-Sanremo fu appannaggio di Michele Dancelli.

Alla televisione si vedeva Rischiatutto e Novantesimo minuto, mentre alla radio si ascoltava Alto Gradimento.

Al cinema uscirono ottimi film d’autore: “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri, con un grandissimo Gian Maria Volontè nella parte del commissario.indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

 

 

 

 

 

 

Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni con la colonna sonora dei Pink Floyd e altri autori come Jerry Garcia dei Grateful Dead. “Il giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica, “Anonimo Veneziano” di Enrico Maria Salerno, “Soldato Blu” di Ralph Nelson, “Piccolo grande uomo” di Arthur Penn con Dustin Hoffman, “Dramma della gelosia” di Ettore Scola.

Le foto dell’album mostrano l’immagine di un festival musicale. Si svolse sull’isola di Wight in Gran Bretagna. Fu l’edizione più famosa perchè vi parteciparono tra gli altri anche gli Who, Jethro Tull l, Free, Ten Years After, Joan Baez, The Doors, Moody Blues, Joni Mitchell, e purtroppo fu anche l’ultima apparizione pubblica di Jimi Hendrix che morirà poco tempo dopo. Stessa sorte che accompagnerà anche Janis Joplin.Jimi+Hendrix+Isle+Of+Wight+407169joplin

Il Progressive si può considerare a tutti gli effetti la musica che ha segnato gli anni 70. l’Europa con la sua cultura è stato il terreno ideale dove far germogliare il progressive rock. Una musica che a differenza del rock classico che accompagnava storie d’amore, non esprimeva felicità disincantata ma notevoli capacità musicali con testi più impegnativi. Una musica labirintica dove era facile perdersi. Virtuosismo e fantasia. Simboli fiabeschi e comunque immaginari dove i contenuti superavano la forma. Il 1967 si può considerare l’anno di nascita del rock-progressive, quando, primi i Moody Blues e quindi i Procol Harum ed i Nice di Keith Emerson osarono contaminare il rock con la musica classica. Alcuni inorridirono, ma molti altri impazzirono. Rispetto al rock classico la tastiera ( che in seguito si evolverà elettronicamente: moog, mellotron sintetizzatore) prese il posto della chitarra, i brani divennero lunghi come suite e i testi si arricchirono di contenuti.

Nel 1970 uscirono: Emerson Lake and Palmer e Gentle Giant con i loro dischi omonimi, Genesis con Trespass, Jethro Tull con Benefit, King Crimson con In the wake of Poseidon, Pink Floyd con Atom Heart mother, Traffic con John Barleycorn must die e i Van Van Graaf Der Generator con H to He Who am the only one.

Gentle Giant

Gentle Giant

 

 

 

 

 

In Italia raccoglievano successi: Lucio Battisti (Anna, Emozioni, Fiori rosa fiori di pesco e Mi ritorni in mente), Mina (Bugiardo ed incosciente, Insieme, Io e te da soli), Gianni Morandi (Al bar si muore, Occhi di ragazza, Ma chi se ne importa), Adriano Celentano (Chi non lavora non fa l’amore, Viola), Domenico Modugno (La lontananza), Renato dei Profeti (Lady Barbara), Ornella Vanoni (L’appuntamento), I Camaleonti (Eternità), Fabrizio De Andrè (Il pescatore), ma anche hit stranieri come: Mungo Jerry (In the summertine), The Aphrodite’s Child (It’s five o’clock, Springer Summer Winter and Fall), The Beatles (Let it be), David Bowie (Space Oddity) e The shocking Blue (Venus)

 

Alberto Zanini

 

La prima parte è raggiungibile anche da questo link

igufinarranti.altervista.org/gli-anni-70-diritti-civili-stragi-parte/

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