Il GGG – Il Grande Gigante Gentile – Recensione film

Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

Il GGG

Anno: 2016

Titolo originale: The BFG

Paese di produzione: Regno Unito, USA, Canada

Genere: fantastico

Regia: Steven Spielberg

Produttore: Steven Spielberg, Frank Marshall, Sam Mercer

Cast: Mark Rylance, Ruby Barnhill, Penelope Wilton, Jemaine Clement, Rebecca Hall, Rafe Spall, Bill Hader, Daniel Bacon, Michael Adamthwaite, Chris Gibbs, Adam Godley, Paul Moniz De Sa, Jonathan Holmes, Olafur Darri Olafsson, Marilyn Norry, Chris Shields, Matt Frewer, Geoffrey Wade

 

In una Londra avvolta dalla magica oscurità della notte, Sophie, come sempre, si aggira per l’orfanotrofio insonne. Guardando fuori dalla finestra scova una sagoma nera nascosta dietro le case. E’ un gigante venuto in città per rapirla e portarla nel suo mondo. Lì vivono altri giganti mangiatori di carne umana, ma il rapitore di Sophie in realtà è buono ed infatti viene definito dai suoi simili Grande Gigante Gentile. Tra i due nasce una profonda amicizia che vede lui proteggere lei dai giganti cannibali e lei diventare la sua aiutante.

Da qualche parte nel mondo della magia c’è il GGG e c’è anche quel mago di Spielberg, stavolta alle prese col secondo adattamento dell’opera di Roald Dahl, dopo il cartone animato Il Mio Amico Gigante (1989). Da fine conoscitore di tutte le regole dell’intrattenimento, il regista non dimentica la sua maestria catalizzando l’attenzione e la curiosità dello spettatore immediatamente; l’inizio nell’orfanotrofio è l’ennesima prova di come Spielberg sia abile a raccontare storie d’infanzia. In questo caso grande merito è anche dei due interpreti principali: Mark Rylance camuffato da gigante e la piccola Ruby Barnhill nei panni di Sophie che,come fanno spesso i bambini sul grande schermo, conquista col suo sguardo magnetico. La terra dei giganti, nascosta allo sguardo dell’uomo al di là di campi ed autostrade, è un luogo immerso nella natura e in paesaggi notturni fantastici; le sequenze girate in questi spazi sono una vera gioia per gli occhi. E’ qui, in una specie di realtà parallela, che il GGG trova i sogni che poi va a soffiare con una tromba nelle stanze dei bambini. Sophie lo aiuta e vede in lui l’amico mai avuto, in grado di farle dimenticare la solitudine della vita da orfana; così come il gigante, deriso dai suoi simili perché notevolmente meno gigante e per la sua indole tutt’altro che aggressiva. Due emarginati che danno vita a questa favola sull’integrazione e la diversità, dove le dimensioni vengono messe esponenzialmente a confronto.

Al di là dei contenuti, per i quali va ringraziato l’autore del libro, Il GGG – Il Grande Gigante Gentile è un ottimo film nel suo genere, in cui la capacità del regista permette al racconto di essere sicuramente adatto per i più piccoli, ma anche godibile e divertente per i più grandi. La simpatia e l’ironia con cui è trattato non sono scontati, considerato poi che nel cinema fantastico è facile scadere nel ridicolo. Quando Sophie e il gigante incontrano la Regina si assiste a situazioni davvero esilaranti. Caratteristica pregevole del racconto di Dahl sta anche nel linguaggio pieno di strafalcioni e di parole inventate dal GGG, qui sfruttato al massimo e vera fonte di genuino divertimento. Alla fine le vite dei due protagonisti subiranno un cambiamento radicale, ma anche in mondi differenti l’amicizia sarà eterna.

Zanini Marco

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