Erzsébet Bàthory – La contessa sanguinaria – Approfondimento

Erzsébet Bàthory – La contessa sanguinaria – Approfondimento

contessa sanguinaria

Elizabeth Bàthory anche detta la contessa sanguinaria è una delle figure più controverse della storia. È un personaggio particolare di cui vale la pena parlare. Il suo vero nome era Erzsébet Bàthory  nacque in Ungheria nel 1560 da una nobile famiglia, la nipote del Re di Polonia e discendente del Generale Steven Bathory, braccio destro di Vlad Tepes, conquistatore della Valacchia.

Da giovanissima sposò Ferenc Nàdasdy  nominato “L’eroe nero d’Ungheria”, condottiero sadico e spietato.

Ferenc discendeva da una illustre famiglia, tra le più importanti del Regno d’Ungheria. Persona agiata e benestante, per cui la giovane Erzsébet si assicurò  una posizione di prestigio e potere, tanto che per moltissimo tempo, nessuno si oppose al suo operato, permettendole di agire indisturbata.

Da notare un fatto interessante: Ferenc Nàdasdy, era solito praticare torture indicibili ai suoi servitori. Tra le sue pratiche predilette, c’era ad esempio quella di ricoprire di miele i servi legarli al muro e lasciarli in balìa delle api.

Amava anche congelare la persona, bagnandola ripetutamente con acqua fredda e lasciandola esposta a temperature rigidissime.

Adescava le ragazze con la scusa di assumerle in qualità di serve al castello; poi le rinchiudeva nei sotterranei per picchiarle fino a farle gonfiare completamente, cuciva la bocca delle sue vittime per non sentire i loro lamenti e le loro urla di dolore.

Queste pratiche le insegnò alla moglie che già mentalmente disturbata le fece sue e se ne inventò altre ancora più cruente: costringere le schiave a mangiare la loro stessa carne o a viaggiare con lei in carrozza, sedute su chiodi e aghi.

Le piaceva anche cicatrizzare le ferite con il fuoco, lentamente e ripetutamente.

Evidetemente non era una persona sana di mente. Già in tenera età  iniziò a mostrare i primi segni di squilibrio: soffriva di forti crisi di nervi che esplodevano in terrificanti momenti di rabbia.

La leggenda racconta che ci fu un episodio chiave che la segnò profondamente e peggiorò il suo temperamento già  disturbato.

Accadde quando Erzsébet aveva solo sei anni. In quel tempo, al castello dove la bimba viveva, risiedeva uno zingaro del posto che dopo essere stato invitato con l’inganno, venne condannato a morte dalla famiglia dei Bathory perchè accusato di avere venduto i propri figli ai turchi.

Le urla disperate dell’uomo, attirarono l’attenzione della allora giovanissima Erzsébet, tanto da portarla ad assistere alle prime luci dell’alba, all’esecuzione del condannato. Nonostante le torture e le punizioni corporali nei confronti della povera gente fossero all’ordine del giorno nel sedicesimo secolo, allo zingaro fu inflitta una morte atroce e fuori dagli schemi.

I soldati tagliarono il ventre ad un cavallo tenendolo immobilizzato a terra e dopo averlo sventrato, infilarono il povero zingaro nella pancia dell’animale per poi cucirlo all’interno, lasciando esposta solo la testa. Una morte lenta e dolorosissima che impressionò  Erzsébet.

Questo episodio non fu l’unico a cui lei assistette.

Qualche anno dopo, Erzsébet all’ età di tredici anni, incontrò suo cugino il Principe di Transilvania, che sotto gli occhi spaventati della ragazza, fece tagliare naso e orecchie a cinquantaquattro persone, perchè a suo dire, erano sospettate di aver provocato una ribellione tra contadini del posto.

La storia, narra che gli omicidi perpetrati da Erzsébet iniziarono nel 1585 circa fino ad arrivare al 1610; e sempre secondo la storia, Erzsébet detta “La contessa sanguinaria”, fu accusata di vampirismo in quanto parente diretta del conte Vlad Tepes (Dracula).

La sadica donna teneva un diario dove strascriveva tutto e dalle  note si presume che abbia condotto a morte o torturatoa circa seicentocinquanta vittime.

Gli storici, però, hanno sempre attribuito alla Bàthory circa cento delitti accertati fino ad arrivare ad altri trecento di cui era “solo” sospettata.

Tutte le persone che facevano parte della sua vita erano a conoscenza delle sue tendenze sadiche ma nessuno aveva il coraggio di fermarla.

 

Quando conobbe Dorothea Szentes, esperta di magia nera, che incoraggiò le sue tendenze sadiche apprese i segreti e le pratiche della stregoneria.

Ecco cosa scrisse in una lettera al marito: “Ho appreso da Dorka una nuova e deliziosa tecnica: prendi una gallina nera e la percuoti a morte con una verga bianca; ne conservi il sangue e ne spalmi un poco sul tuo nemico. Se non hai la possibilità di cospargerlo sul suo corpo, fai in modo di procurarti uno dei suoi capi di vestiario e impregnarlo con il suo sangue”. Tal procedura doveva far soffrire la vittima designata di atroci dolori.

Nel 1604, il marito Ferenc Nadasdy morì e il figlio minore di sei anni ereditò i soldi del padre; contessa sanguinaria se ne appropriò per istituire all’interno del suo castello, un’accademia destinata alle giovani nobili. Questa scuola aveva solo in apparenza come scopo l’educazione delle ragazze destinate ad essere introdotte nell’alta società di quei tempi. In realtà era un pretesto che le permise di attirare a sé le vittime, le quali dopo essere state denudate e incatenate, poi torturate e seviziate dalla contessa fino allo sfinimento. Quando poi le fanciulle morivano, veniva loro tagliata la gola e il sangue che usciva veniva raccolto e poi usato dalla contessa per i suoi trattamenti di bellezza come fare il bagno nel sangue per mantenersi giovane.

Sempre con i soldi ereditati, sembra che abbia fatto costruire da un orologiaio svizzero un marchingegno chiamato “La Vergine di Ferro”, la quale aveva la forma di una donna dai lunghissimi capelli che arrivavano quasi ai piedi; ogni qualvolta una ragazza le si avvicinava, la Vergine di Ferro alzava le braccia e stringendola in una morsa mortale, la uccideva, trapassandola con dei coltellacci acuminati fuoriusciti dal petto.

Nel 5 marzo del 1610 venne imprigionata fino alla sua morte per soddisfare la pressante richiesta delle famiglie nobili a cui erano state torturate, uccise e dissanguate le figlie.

Nell’estate del 1614, la contessa sanguinaria muore all’età di 54 anni a dimostrazione che tutto il sangue delle vergini non è servito a donarle la vita eterna!

Teresa Breviglieri

Ndr: Ringrazio Marco Cuscusa per le preziose informazioni e il grande aiuto che mi ha dato per scrivere questo articolo.

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