Berlusconi ascesa e discesa di un politico chiacchierato pt8

Berlusconi ascesa e discesa di un politico chiacchierato (ottava parte)

 

Paolo Berlusconi prestanome del fratello maggiore

Paolo Berlusconi ha sempre vissuto all’ombra dell’ingombrante fratello maggiore ricoprendo comunque la carica di vice presidente della Fininvest, o addirittura di socio di maggioranza del “Giornale Nuovo”, quando Silvio dovette cederne le quote per poter rispettare la legge Mammì, che impediva di detenere la proprietà di networks televisivi e di giornali quotidiani.

Montanelli a proposito di Paolo disse:<<Da solo non decide neppure quando starnutire>>

Malgrado il ruolo di comprimario, Paolo è riuscito lo stesso ad essere indagato da varie Procure, al posto di Silvio.

Paolo e Silvio Berlusconi

Paolo dal 1991 gestiva, in sostituzione del fratello, la Edilnord.

A metà degli anni 70 il Pretore Francesco Dettori indagò sulle sospette attività edilizie a Milano 2, e il geometra Sergio Roncucci era il consulente del Pubblico Ministero. Le perizie esclusero che ci fossero state irregolarità da parte della società berlusconiana Edilnord, e casualmente nel 1981 Roncucci passò sotto le dipendenze di Berlusconi come addetto alle relazioni esterne.

A metà degli anni ottanta, il boom edilizio spinge il costruttore meneghino ad acquistare vasti terreni per poter costruire. A Monza settecentomila metri quadrati, a Basiglio più di un milione, a Cusago oltre quatto milioni e mezzo di metri quadrati.

Giuseppe De Capitani D’Arzago, ex podestà durante il fascismo, lasciò in eredità alla nipote Teresa De Capitani Dozzio, il Castello di Tolcinasco comprensivo di circa centoventi mila metri quadrati di terreno annesso.

Quando la marchesa De Capitani decise di mettere in vendita il castello, Berlusconi non si fece sfuggire l’occasione e lo acquistò ad un prezzo di favore. Il castello sorgeva in un contesto di terreni agricoli, un milione e mezzo di metri quadrati, che il cavaliere era intenzionato a trasformare nel “Golf Club Europeo”.

Il golf Club Europeo a Tolcinasco

Siamo nella zona sud della metropoli lombarda e ci sono parecchi vincoli ambientali da rispettare.

Per ottenere il permesso Paolo Berlusconi confessò, smentendo se stesso, di aver usato i fondi neri dell’Edilnord per pagare le tangenti, per un miliardo e trecento milioni, a socialisti e comunisti, che amministravano il Comune di Pieve Emanuele, per ottenere il permesso per trasformare in un campo di golf con appartamenti di lusso annessi.

Le resistenze degli ambientalisti e dell’Assessorato regionale dell’ambiente furono vinte, con un tempismo eccezionale dall’Edilnord il giorno prima che la zona fosse vincolata a verde dalla Regione Lombardia.

Ma nei primi mesi del 1994 tutta la giunta di Pieve venne rimossa. Sergio Roncucci venne accusato di aver pagato, tra il 1988 e il 1990, tangenti per favorire il piano di lottizzazione in merito al Golf Club Europeo di Tolcinasco.

Roncucci in carcere ammise di aver pagato, sotto mandato di Paolo Berlusconi, il sindaco socialista Antonio Maresca, il responsabile del Pc Renato Pintus e il tecnico del Comune Epifanio Li Calzi.

Nell’aprile del 2017, dopo venticinque anni, si conclude con la conferma della Cassazione la vicenda con la condanna a Paolo Berlusconi e alla Seg (Società Europea Golf), al pagamento di undici milioni di euro di risarcimento al Comune di Pieve Emanuele.

La sentenza conferma il ”grave danno ambientale perpetrato al territorio” dovuto alla costruzione di duecentosettemila unità abitative per la quale “l’intero patrimonio idrogeofaunistico è stato modificato irreversibilmente”.

Durante l’arresto di Roncucci vennero trovate delle carte nel suo ufficio che insospettirono i giudici che vollero fare luce anche sui terreni che sorgono presso il comune di Pioltello.

Nel 1981 la Fininvest acquistò, per sessantuno miliardi, un terreno vincolato a verde agricolo della società Bica (Beni immobili civili agricoli) per trasferire parte degli studi di Canale 5 e Retequattro.

Il sindaco socialista Michele Rossetti e il responsabile dell’ufficio tecnico Antonio Soravia modificarono il piano regolatore da verde agricolo a terziario.

L’accordo stipulato con Roncucci prevedeva il pagamento di una tangente di un miliardo.

Il piano venne approvato dal comune nel 1987, sebbene la Regione avesse cercato, vanamente, di bloccarlo inserendo un vincolo paesistico.

Rossetti e Soravia fecero in tempo a prendere 2 tranches di quattrocento milioni a testa prima che l’indagine e la confessione di Roncucci facesse naufragare il loro sogno miliardario per l’accusa di corruzione per Rossetti e di concussione per Soravia.

 

La crisi del mercato immobiliare, in seguito anche alla legge dell’equo canone nella seconda metà degli anni 70, creò una stagnazione nella vendita degli appartamenti, anche quelli costruiti dall’imprenditore meneghino.

Ma le amicizie politiche aiutarono e salvarono Berlusconi che riuscì a vendere una gran quantità di immobili ad Enti previdenziale dello Stato incassando più di mille miliardi di lire negli anni 80.

L’Enpam (ente nazionale previdenza e assistenza medici) presieduto dal liberale piduista Ferruccio De Lorenzo (patriarca della dinastia e padre di Francesco futuro ministro condannato a 5 anni in via definitiva per associazione a delinquere) investiva i soldi dei contributi previdenziali nell’acquisto di immobili.

La fratellanza massonica tra Berlusconi e Ferruccio De Lorenzo fece nascere una forte complicità.

Ferruccio De Lorenzo

Nel giugno del 1986 Berlusconi riuscì a vendere, molto vantaggiosamente, all’Enpam il Palazzo Vasari nel Comune di Lacchiarella.

Alla richiesta di 23 miliardi e 400 milioni per il proprio immobile, Berlusconi si vide offrire 300 milioni in più dopo la stima effettuata dai periti dell’Ente di De Lorenzo. Silvio accettò seppur a malincuore.

I trattamenti di favore non finirono qui, in quanto Berlusconi ottenne un sontuoso acconto di 21 miliardi pur garantendo la consegna ben 2 anni dopo.

In quegli anni vendere immobili agli Enti del parastato fu un sistema molto usato, anche da altri costruttori come Salvatore Ligresti o la famiglia Caltagirone, che servì a portare soldi nelle casse dei partiti sempre molto affamati di denaro.

Berlusconi iniziò a vendere alcuni appartamenti di Milano 2 e due alberghi di Segrate, per poi continuare per tutti gli anni 80 e 90, pagando sontuose tangenti alla Dc e al Psi dell’amico Bettino Craxi.

Entrarono nel giro delle tangenti Enti come Empas (ente previdenziale e assistenza dipendenti Statali), all’Inpdai (Istituto nazionale previdenza dirigenti di azienda industriali) Inadel (Istituto nazionale assistenza dipendenti degli enti locali) che tramite un ex deputato socialista, Nevol Querci, acquistò degli immobili a Roma ottenendo una tangente di 600 milioni che confluì nelle casse del Psi.

 

Nevol Querci

In pratica la Cantieri riuniti milanesi nel marzo 1989 acquistò il centro commerciale Standa per undici miliardi e 2 anni dopo lo rivendette all’Inadel per venti miliardi, un aumento che i giudici ritennero ingiustificato.

 

L’Inail (Istituto nazionale per gli infortuni) acquistò tra il 1984 e il 1987 quasi 300 appartamenti per la modica cifra di 42 miliardi.

Il Fondo Pensioni Cariplo, tra il dicembre 1982 e il gennaio del 1985, ricevette tre differenti tangenti per un ammontare di oltre un miliardo di lire, da Paolo Berlusconi per l’acquisto di tre immobili che sorgono a Basiglio (Milano 3).

Secondo la testimonianza di Giuseppe Clerici, un ex dirigente della Cariplo, rilasciata ad Antonio Di Pietro, la Cantieri Riuniti società della Edilnord di Silvio Berlusconi vendette all’Ente Fondo Pensioni della Cariplo gli Immobili: il Faggio 1, il Faggio 2 e i Tigli per ventidue miliardi.

Le tangenti finivano in parte alla Dc e Psi, una quota al segretario del fondo pensioni, Luigi Mosca, e un quota all’ex funzionario, ma ormai pensionato, Giuseppe Clerici che faceva da intermediario.

Paolo Berlusconi venne riconosciuto colpevole di corruzione ma evitò la condanna per la solita prescrizione.

Paolo e Silvio Berlusconi due fratelli con alcuni punti in comune. Condanne e prescrizioni.

 

Alberto Zanini

 

 

 

 

Precedente Le storie di Kina scritto da Monica Seri edito da Edizioni Argentodorato Successivo Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna

Lascia un commento

*