Almanacco cinema 2016 – Gli alieni, i nostri sogni e i classici rivisitati.

– Cinema –

 Anche il 2016 se n’è andato e ha lasciato alla storia del cinema qualche capolavoro. Nella classifica che ho preparato la notizia più positiva è che bene o male ci sono tutte sceneggiature originali, anche se le grandi saghe e le grandi icone continuano a sopravvivere (Star Trek, Ghostbusters, Il GGG, Batman, Superman ecc..). Qualche adattamento letterario, qualche fumetto, ma in primis sono felice di aver visto che nel cinema ci sono ancora menti creative e soprattutto nuovi registi che si stanno imponendo come astri nascenti. Vediamo in breve la classifica prima di ripercorrere nel dettaglio le uscite fondamentali dell’anno.

  1. 10 Cloverfield Lane
  2. Arrival
  3. La La Land
  4. Split
  5. Il Cliente
  6. Hell Or High Water
  7. Deadpool
  8. Ghostbusters
  9. Personal Shopper
  10. Star Trek Beyond
  11. Batman V Superman: Dawn Of Justice
  12. Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

Se c’è un film che mi ha veramente colpito quest’anno è stato 10 Cloverfield Lane. Legato a Cloverfield di J. J. Abrams da un particolare legame di “sangue” (c’è comunque sempre Abrams in produzione), la prima opera di Dan Trachtenberg è un gioiello cinematografico che utilizza lo stesso minimalismo spaziale di La Cosa per imbastire una trama dall’alto livello di mistero e suspense dove il colpo di scena piega l’andamento della trama ad una sceneggiatura brillante ed inaspettata. Affidato a soli 3 interpreti, tutti ottimi: un immenso John Goodman, la caparbia Mary Elizabeth Winstead e l’interessante John Gallagher Jr. Accolto ingiustamente tiepidamente dalla critica. 10 Cloverfield Lane è il segnale più inequivocabile che nel 2016 il cinema di genere è ancora vivo e saggio. 10-cloverfield-laneDenis Villeneuve con Arrival dimostra di essere pronto per un’elitè dove solo i grandi registi possono entrare. Il suo adattamento del racconto Storia Della Tua Vita è uno dei film di fantascienza più ispirati e riusciti di sempre. Pluricandidato agli Oscar, ne ha portato a casa solo uno, ma ne avrebbe meritati molti di più. Sonoro, fotografia, effetti visivi di alto livello. Interpretazioni valide di Amy Adams e Jeremy Renner. Un capolavoro capace di far viaggiare con la mente e coinvolgere emotivamente fino all’intensissimo finale.

La La Land potrebbe essere considerato a tutti gli effetti il film del 2016. Nella serata più importante di Hollywood ha fatto incetta di statuette (ben sei) e il regista Damien Chazelle, dopo il successo di Whiplash, sembra un predestinato. Americanissimo ma forte di una carica e di un sentimento così intensi da non poter essere trascurato. Un capolavoro registico nella storia del musical che meraviglia per le sue sequenze magiche e sprona ad inseguire i propri sogni. Un messaggio di una vitalità immortale. Emma Stone grandissima e vincitrice dell’Oscar.

Il ritorno di M. Night Shyamalan è segnato dalla prestazione straordinaria di James McAvoy, accompagnato dalla giovane e brava Anya Taylor – Joy. Split rivede in chiave cinematografica e fantasiosa la figura del criminale americano Billy Milligan, affetto da disturbo della personalità. Il risultato è un thriller che non disdegna gli elementi orrorifici e quelli soprannaturali tanto cari al regista di origini indiane. Sulle orme di capolavori come Il Silenzio Degli Innocenti e Manhunter – Frammenti Di Un Omicidio. Un cult che conquista per le sue interpretazioni, le sue musiche e la regia curatissima.

Anche Asghar Farhadi quest’anno si è guadagnato una statuetta grazie a Il Cliente (miglior film straniero). Il regista iraniano ci getta nella realtà di Teheran in un dramma che si fa’ noir mantenendo una tensione altissima. Una perla che brilla di luce propria. Un racconto reale e credibile raccontato unicamente dai labirinti mentali dell’uomo. Scene che non si dimenticano, grande recitazione.

Hell Or High Water è un prodotto Netflix, quindi mai approdato nelle sale e mai distribuito fin’ora nel mercato home video. Tuttavia il film di David Mackenzie è di grande fattura e sa fondere le caratteristiche del cinema di viaggio con quelle del poliziesco. Al suo interno un magistrale Jeff Bridges e delle riflessioni necessarie sul razzismo e sul contesto sociale del Texas. Un piccolo capolavoro da vedere assolutamente.

Al sesto posto uno degli scampati al grande schermo della galassia Marvel, Deadpool. Il supereroe ma in realtà anti eroe chiacchierone sancisce un taglio netto col passato, già inaugurato con gli irriverenti e non convenzionali Guardiani Della Galassia (2014). Deadpool, nei panni di un mai così ispirato Ryan Reynolds, rappresenta la contrapposizione a ciò che è un supereroe tradizionale. Il linguaggio narrativo e l’estetica sono moderni ma con qualcosa di retrò, come gli Wham! che il protagonista stesso continua a citare. Un ponte collega il presente col passato ma è costruito con un materiale nuovo, quello della volgarità, dello sproloquio, dell’ironia e della demenza. Deadpool, soggetto sfaccettatissimo ed innovativo, che sa’ divertire in maniera tutt’altro che banale.

deadpool

Settimo posto per il rifacimento di Ghostbusters di Paul Feig, il brillante regista di Spy. Il soggetto è quello noto ed immortale degli anni ’80, ma qui si popola di figure femminili. Questa è la novità e funziona alla grande! Ci sono le attrici feticcio Melissa McCarthy e Kristen Wiig, accompagnate dalla superba Kate McKinnon, da Leslie Jones e, come spesso capita, da una figura maschile in vesti inedite e ridicole, in questo caso Chris Hemsworth nei panni di Kevin, il segretario scemo. I grandi fan del marchio hanno storto il naso per il cast in rosa, ma le risate si fanno innumerevoli e Ghostbusters del 2016 è una splendida fanta – commedia. Il cinema di Feig, comunque, che ci siano uomini o donne, non è mai scontato e prende deliberatamente in giro ogni caratteristica tipica del genere, come la spacconeria dei personaggi più testosteronici facendosene beffe. Insomma, con grande energia, Gli Acchiappafantasmi hanno trovato un nuovo vestito e sono ancora attuali ed intrattengono.

ghostbustersIl francese Olivier Assayas è stato capace di dare nuova linfa all’ormai ristagnante e banale cinema spiritico con Personal Shopper. Un dilemma filosofico con sfumature noir che mette in primo piano la performance maiuscola di Kristen Stewart. Forse un po’ farraginoso ed enigmatico nello snocciolamento finale, ma comunque opera appartenente ad un cinema di alto registro. Senza grandi effetti speciali, ma con scene che sanno spaventare seguendo la ricetta della semplicità.

Si prosegue con Star Trek Beyond. La saga di fantascienza sta godendo di maggior salute rispetto alla più celebrata compagna Star Wars. La storia è sempre la stessa: una nave che esplora lo spazio in cerca di nuove culture e forme di vita che rimane intrappolata in qualche disastro galattico. Tuttavia l’intesa che si è formata tra gli interpreti è di livello e personalmente convince molto di più degli astrusi approfondimenti e prolungamenti che si stanno facendo con la saga di George Lucas. Star Trek tiene un profilo più basso, cavalcando anche con più sobrietà il mercato dell’estetica esasperata, ma procede senza paura badando più ai fatti che alle chiacchiere.

star-trek-beyondNonostante la stroncatura della maggior parte della critica, Batman V Superman: Dawn Of Justice è a mio avviso un buon film sui super eroi. Senza stupire troppo con l’originalità, Zack Snyder profonde tutte le energie negli effetti speciali, ridondanti ma forti di un taglio rispettosamente dark ed efficace, in cui il suo Batman può sentirsi a proprio agio. A questo contrappone l’eroe/ divinità Superman. Il contrasto dei caratteri non è così scontato e Lex Luthor impersonato da Jesse Eisenberg è da ricordare. La prima apparizione della nuova Wonder Woman/ Gal Gadoth colpisce ed emoziona.

L’ultimo posto è occupato da Il GGG – Il Grande Gigante Gentile. L’ultimo film di Spielberg rivisita il classico di Roal Dahl con piglio simpatico e tenero. Una favola sulla diversità con un preciso impegno sociale che ammalia con i suoi scenari fantastici e fa’ sorridere e addirittura ridere. Grande Mark Rylance nei panni del GGG. Una visione per tutti ed indispensabile per i più piccoli.

Come detto per l’almanacco musicale, anche per il cinema capiterà sicuramente di imbattermi prossimamente in film che mi sono perso nel 2016 che magari mi colpiranno positivamente e che potranno riaggiornare questa selezione.

Zanini Marco

 

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