Almanacco cinema 2016

– Cinema –

 Per quanto concerne il cinema ciò che ho visto è stato immensamente inferiore, in termini di quantità, a quello che ho ascoltato. Vista poi la somiglianza di genere dei titoli che vi propongo, ho deciso che li radunerò in una sola classifica. Prima di parlarne nello specifico e di elencarli vorrei fare un quadro più ampio, traendo le conclusioni sul 2016 cinematografico. La critica che faccio al cinema moderno è la scarsa quantità, se non assente, di sceneggiature o soggetti originali. Non discutendo sulla qualità degli stessi, è ormai evidente che la maggior parte delle pellicole siano seguiti, rifacimenti, riproposizioni, approfondimenti di cose e film già visti. Nella mia stessa lista un solo film è un tema originale e infatti per questo merita di diritto il primo posto. In questo senso il cinema sta vivendo ormai da qualche anno un impoverimento creativo notevole a livello narrativo. In ogni caso vi posso dire che andare in sala a vedersi un film rimane ancora un momento magico, salvo farsi rovinare lo spettacolo da disturbatori molesti presenti solo per commentare ad alta voce senza la benché minima conoscenza cinematografica.

Venendo alle note positive, una qualità che ho notato in alcune produzioni recenti è la voglia di alcuni cineasti di proporre strutture e risvolti di trama più imprevedibili e originali, che sfuggano alla grande contrapposizione del bianco e del nero e che si occupino di più delle sfumature di grigi. In questo senso 10 Cloverfield Lane, che ho posto in cima alla classifica, rappresenta un ottimo esempio. Una ragazza in fuga dalla sua vita rimane travolta da un imminente catastrofe apocalittica di natura non chiara. Fatto sta che è sotto terra, in un bunker, ostaggio di un omone che dice di averla portata la sotto perché fuori l’aria è irrespirabile, ma in realtà nessuno sa’ cosa c’è là fuori. In un’ambientazione claustrofobica il film prende i tratti del racconto di suspense ma non è tutto. I generi si mescolano e niente può essere dato per scontato per la protagonista e allo stesso modo per lo spettatore! E’ stimolante ed esaltante il racconto di Dan Trachtenberg, sostenuto in produzione da J.J. Abrams. Il finale è una romantica dedica agli anni ’80 in un trionfo di estetica e genialità.

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Al secondo posto uno degli scampati al grande schermo della galassia Marvel, Deadpool. Il supereroe ma in realtà anti eroe chiacchierone sancisce un taglio netto col passato, già inaugurato con gli irriverenti e non convenzionali Guardiani Della Galassia (2014). Deadpool, nei panni di un mai così ispirato Ryan Reynolds, rappresenta la contrapposizione a ciò che è un supereroe tradizionale. Il linguaggio narrativo e l’estetica sono moderni ma ha qualcosa di retrò, come gli Wham che il protagonista stesso continua a citare. Un ponte collega il presente col passato ma è costruito con un materiale nuovo, quello della volgarità, dello sproloquio, dell’ironia e della demenza. Deadpool, soggetto sfaccettatissimo ed innovativo, che sa’ divertire in maniera tutt’altro che banale.

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Al terzo posto il rifacimento di Ghostbusters di Paul Feig, il brillante regista di Spy. Il soggetto è quello noto ed immortale degli anni ’80, ma qui si popola di figure femminili. Questa è la novità e funziona alla grande! Ci sono le attrici feticcio Melissa McCarthy e Kristen Wiig, accompagnate dalla superba Kate McKinnon, da Leslie Jones e, come spesso capita, da una figura maschile in vesti inedite e ridicole, in questo caso Chris Hemsworth nei panni di Kevin, il segretario scemo. I grandi fan del marchio hanno storto il naso per il cast in rosa, ma le risate si sprecano e Ghostbusters del 2016 è una splendida fanta – commedia. Il cinema di Feig, comunque, che ci siano uomini o donne, non è mai scontato e prende deliberatamente in giro ogni caratteristica tipica del genere, come la spacconeria dei personaggi più testosteronici facendosene beffe. Insomma, con grande energia, Gli Acchiappafantasmi hanno trovato un nuovo vestito e sono ancora attuali ed intrattengono.

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Per concludere Star Trek Beyond. La saga di fantascienza sta godendo di maggior salute rispetto alla più celebrata compagna Star Wars. La storia è sempre la stessa: una nave che esplora lo spazio in cerca di nuove culture e forme di vita che rimane intrappolata in qualche disastro galattico. Tuttavia l’intesa che si è formata tra gli interpreti è di livello e personalmente convince molto di più degli astrusi approfondimenti e prolungamenti che si stanno facendo con la saga di George Lucas. Star Trek tiene un profilo più basso, cavalcando anche con più sobrietà il mercato dell’estetica esasperata, ma procede senza paura badando più ai fatti che alle chiacchiere.

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Come detto per l’almanacco musicale, anche per il cinema capiterà sicuramente di imbattermi prossimamente in film che mi sono perso nel 2016 che magari mi colpiranno positivamente; per questo vi rimando alla sezione DVD dove verrà preso in esame ciò che mi sono perso.

Zanini Marco

 

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