Acid Force – Atrocity For The Lust – Recensione musica

Acid Force – Atrocity For The Lust

 

Anno: 2017

Provenienza: Slovacchia

Genere: Thrashspeed

Membri: Fede – batteria; Erik – chitarra; Andrej – chitarra; Teo – voce e basso

Casa discografica: Support Underground

 

  1. Unleash
  2. I Am The Skating Man
  3. Speedtrain
  4. Echoes Of Fear
  5. Diamond Skin
  6. Vein Ripper
  7. All Scum Will Rot
  8. Y. C. S.
  9. Spill The Acid
  10.  Atrocity For The Lust

 

Ci sono gruppi che sfoggiano chili di tecnica o chilometri di creatività per cercare giustamente nuove vie interpretative. Altri invece si accontentano del solito canovaccio. Sta a loro poi saperne tirare fuori qualcosa di coinvolgente. Sicuramente gli Acid Force, con questo Atrocity For The Lust, dimostrano di appartenere a quest’ultima categoria. Il loro thrash metal prende allo stesso modo dallo speed e dall’hardcore, traducendosi in un assalto sonoro rock’n rolleggiante e punkeggiante tutto cuore e sentimento. Roba già sentita direte voi. Si, ma per questi ragazzi slovacchi la devozione agli anni 80 non è fine a se stessa ed è tutt’altro che impersonale. Lo si può capire subito dall’introduzione strumentale di Unleash dove veniamo avvolti da caldi e promettenti affondi di chitarra e basso. Se il buongiorno si vede dal mattino allora Atrocity For The Lust sarà un ottimo disco. E così è. I Am Skating Man fa’ capire l’andazzo generale della scaletta: un impasto sonoro in bilico tra lo speed metal dei polacchi Headbanger e il crossover thrash degli austriaci Insanity Alert. Thrash metal ben suonato, quadrato e divertente per un pubblico che vuole divertirsi sotto al palco con una birra in mano lanciandosi contro la folla.

Si capisce subito che gli Acid Force siano più interessati a divertirsi senza mai esagerare con l’aggressività, come si può sentire in Speedtrain, un saggio di speedthrash scatenato e rock’n roll! Qui si mette in mostra un lavoro davvero importante della coppia di chitarristi con assoli travolgenti. Echoes Of Fear è più cupo ma sempre ottimo e condito da grandi acuti di chitarra. In questa leggera poliedricità il gruppo dimostra, nonostante la poca originalità, di avere un’anima e uno stile. Diamond Skin risalta il loro atteggiamento sbarazzino rock’n roll di tutto rispetto. Una traccia che promette solo pugni alzati e headbanging forsennato. Acid Force = Airbourne del thrash metal.

La scaletta prosegue senza intoppi con Vein Ripper e All Scum Will Rot che si fanno ricordare grazie ai loro riff incontenibili. La veemenza e la carica con cui sono stati concepiti non fa’ stare fermo l’ascoltatore che si ritrova istigato da questo metal abrasivo, corrosivo e a tratti spietato. Con personalità i nostri inaugurano la foga di Y. C. S. con un acuto di chitarra che va furbescamente a sostituire gli abusati urli introduttivi. L’approccio utilizzato qui, più lento e cattivo, è al totale servizio del mosh. Riff grattati ripetuti fino allo spasimo e batteria più contenuta. Il risultato, che ricorda qualcosa dei Power Trip, fila con il resto del disco ed è perfettamente riuscito. Dopo il thrash’n roll infuocato di Spill The Acid giungiamo al capolinea di Atrocity For The Lust. Furiosa ed incontenibile, il momento più rabbioso del disco porta il suo titolo, come a significare che sotto la patina festaiola gli Acid Force sono incazzati. In fin dei conti il disco tutto è una sintesi perfetta di rabbia e spensieratezza, scritto da ragazzi che soffrono lo schifo del mondo ma lo sanno affrontare a suon di ceffoni musicali ben assestati.

Voto: 10

Zanini Marco

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