Il giallo di Caserme Rosse – Massimo Fagnoni

Il giallo di Caserme Rosse – Massimo Fagnoni

ottobre 2016 pagg 188 Fratelli Frilli Editori

caserme rosse

Il romanzo è il terzo della serie dell’investigatore privato Galeazzo Trebbi. Investigatore dai tratti somatici simili a Maigret, come nello stesso libro viene detto. Ha un passato da poliziotto dal quale si è allontanato per fare l’investigatore privato, e una figlia di cui in questo volume si sa poco, tranne che si trova in qualche clinica con “il cervello bruciato”.

Il libro pur trattando fatti legati alla II Guerra Mondiale, alla resistenza e alle sparizioni per motivi politici da parte delle ciurma fascista, si svolge tra il 2013 e il 2014. Troviamo infatti tra le righe qualche accenno a Renzi presidente del Consiglio e ad una Bologna calcio in serie B.

Trebbi è un investigatore fuori dagli schemi, ha per socio, ( al momento ancora informatore e non ufficialmente in squadra con lui) un ragazzo di colore omosessuale, e questo lo ha reso subito simpatico perché esce dagli schemi della socia belloccia, che grazie al suo décolté, ammalia a destra e a sinistra, riuscendo ad ottenere quello che a qualunque burocrate rispettoso delle leggi non sarebbe possibile.

La sua vita sentimentale è anch’essa alternativa, innamorato di una prostituta di cui si illude ( o no?) di essere un po’ più di un semplice cliente.

In questo episodio viene ingaggiato per scoprire dov’è finito un ragazzo, Andrea Fanti, che ai tempi del fascismo voleva schierarsi con i partigiani ma sparì nel nulla. L’ultimo indizio che riporta a lui si ferma a Caserme Rosse, segno evidente che il suo tentativo di entrare con la resistenza era stato intercettato dai fascisti.

Caserme Rosse è stata una realtà a Bologna: un luogo di detenzione, smistamento ed eccidio, seppur in numero minore rispetto ai famigerati campi di Auschwitz e simili.

A contorno dell’indagine ce n’è un’ altra, in cui un amico dell’investigatore, ha il dubbio che il suo compagno lo tradisca ( anche in questo caso non si tratta di eterosessuali).

Trebbi  passa questa indagine al suo informatore, ritenendolo più adatto per infiltrarsi in locali dove lui non passerebbe inosservato, essendo locali riservati ai gay. Questa indagine parallela serve sia a conoscer meglio l’aiutante di Trebbi  (Faid) sia come ponte con l’episodio precedente che evidentemente non si era concluso del tutto.

Trebbi nel suo cold case dovrà consultare archivi. viaggiare per il mondo  per trovare i pochi uomini superstiti, in grado di aiutarlo a far luce sulla vicenda ,che diversamente, risulterebbe irrisolvibile.

Una lotta contro il tempo perché, una volta trapelata la notizia che il vecchio caso è stato riaperto, c’è chi vuole anticipare le sue mosse per impedire che si arrivi, seppur con mezzo secolo di ritardo, a scoprire la verità.

La scrittura è fluida, resa territoriale attraverso l’uso del dialetto bolognese abbastanza massiccio nelle prime pagine, al punto che l’editore / autore ha dovuto ricorrere a note a piè di pagina, con le traduzione del testo.

Fortunatamente questa scelta stilistica così preponderante scompare quasi del tutto nelle pagine successive per tornare con qualche parola in dialetto messa qua e là, decisamente più gestibile dai non bolognesi.

Ringrazio l’autore Massimo FAGNONI oltre che per il suo godibile e accattivante giallo, anche per aver scelto una ambientazione così poco nota,  portando alla luce, assieme alla storia romanzata, una realtà storica come quella delle Caserme Rosse pressochè sconosciuta a molti.

Massimo Fagnoni
laureato in filosofia da 13 anni fa parte della polizia municipale di Boogna.

Da anni presente in campo letterario con le sue opere, le quali hanno ricevuto non pochi riconoscimenti.

I suoi libri sono editi da diverse case editrici, Galeazzo Trebbi si trova nel catalogo Fratelli Frilli Editori.

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